Covid e crisi di coppia

 

Il Covid ha messo a dura prova non solo l’economia ma anche taluni rapporti di coppia.

Molti di essi, andavano avanti incastrati dalla routine delle abitudini, degli orari, del lavoro o del tempo libero… E questa situazione forzata ha creato problemi… 

Non per tutte certo!

Quelle che potevano contare su una energia esogena forte si sono consolidate. Trovandosi con più tempo a disposizione si sono rafforzate anche grazie ad una maggior possibilità di poter godere del tempo per stare insieme e dei piaceri dell’eros.

Alcune che erano all’inizio di qualche tensione, proprio per la stessa ragione, sono riuscite a ricucire i piccoli strappi. Questo stop, per loro, è stata l’occasione giusta per fermarsi a guardare ciò che non andava bene e sistemarlo.

Lo stare insieme è stato il modo di ritrovarsi, magari anche facendo cose mai fatte prima come mettere in ordine il garage, la cantina o i vestiti negli armadi. Molte si sono ritrovate riparlando, giocando e come dicevo anche sperimentando e ampliando i loro orizzonti e desideri sessuali, proprio perché c’era tanto più tempo.

Purtroppo per quelle in cui le tensioni erano lì da molto tempo, l’obbligo di stare così “vicini” non ha che accentuato le differenze e le distanze.

Ho potuto constatare questo fenomeno anche in passato, ogni anno in concomitanza delle ferie, quando per la stessa ragione l’essere costretti a stare insieme – sebbene in vacanza – ha comportato molto stress a molte persone.

Vi sono poi anche rapporti, che riescono a stare in piedi, grazie a quell’energia endogena derivante da “altre dinamiche sentimentali”, fuori dalla relazione principale.

Molte persone, non trovando all’interno della loro coppia quegli stimoli necessari per sentirsi, in qualche modo, apprezzati e desiderati li trovano altrove.

E il non poter “vivere” queste situazioni, a causa delle limitazioni imposte dalle varie zone rosse e arancioni, ha comportato altro stress.

Da un lato si era obbligati a stare con chi magari, per tantissime ragioni, non si desiderava più con l’intensità di un tempo. Dall’altro non si poteva più gioire di quei momenti, di quelle novità, che riempivano e appagavano così tanto.

È ovvio che il delta tra le due situazioni, quella “obbligata” e quella “desiderata” non ha fatto altro che acuire molte criticità.

I lockdown, in taluni casi, hanno reso profondamente instabili equilibri già precari, dove incomprensioni e incomunicabilità erano già presenti e radicate da tempo. Hanno fatto emergere che non c’era più un “noi” ma solo due “io”, che come automi avanzano sotto il peso di un programma già prescritto, senza nessuna progettualità, ognuno con le sue nuove priorità.

Aggiungiamo inoltre anche l’eccesso di informazioni, quello che io chiamo infobombing, che ha creato molte incertezze sul futuro, generatrici a loro volta di ulteriori stress e pensieri (che già normalmente non aiutano la coppia già in crisi).

Questo momento forzato di vicinanza ha, in talune coppie, intaccato quella sensazione di “equilibrio precario” che permetteva di “andare avanti”, non tanto perché si volesse davvero andare avanti, ma perché lo si faceva, per dirla in modo che può forse apparire brutale, per abitudine, per poter continuare a tenere stabile la quotidianità propria e familiare.

Lo “stare insieme” tanto desiderato all’inizio ora della storia ora era un problema, già serio prima, che il Covid 19 ha amplificato.

Non mi ero nemmeno accorta che il nostro rapporto fosse messo così male”

Se già eravamo distanti prima, ora sembriamo due zombie che girano per casa e si parlano come due estranei”

Non riesco nemmeno più a sentire il suo odore”

Mi sono reso conto che l’unica relazione che ho con lei è la chat con cui comunichiamo”

Molti si sono trovati a riempire questo vuoto con lo smart working, o come preferisco chiamarlo io, home working. Questa modalità lavorativa, così come le nuove tecnologie, hanno comunque aiutato, nel senso che hanno rappresentato un momento per staccare e tentare di evadere dalla pesante situazione. Solo che finito tutto questo, il silenzio…. Quel silenzio che ti fa venire voglia di urlare!

Si è passati dal castello dorato con la propria principessa o il proprio principe azzurro ad una gabbia, umida, piccola, senza finestre. Ci si sente soffocare, con un peso sul cuore, sul petto. Si fa fatica a respirare. Il corpo da segnali, anche forti di disagio, che non siamo abituati a interpretare. Ci si sveglia sempre di notte, spesso tra le 1 e le 3. Senza riposo le difese immunitarie diminuiscono… In queste condizioni non si va da nessuna parte.

Alcuni partner, in mancanza di connessione all’interno della coppia sono diventati un tutt’uno con il cellulare e cadono nel pozzo dell’iperconnessione, connettendosi in un mondo virtuale dove è tutto e irreale e inevitabilmente più superficiale.

Sono state molte le coppie che mi hanno contattato in questo periodo, per un percorso di coaching di coppia, un numero superiore e non in linea con il passato, a comprova che il problema esiste ed è serio.

Molti casi, a volte molto diversi tra loro.

Dalle coppie in cui ci si è accorti che è rimasta solo l’amicizia e il rispetto (a volte neanche quello), coppie in cui si è dovuto prendere atto che il sesso – o la soddisfazioni di bisogni sessuali- è un grosso problema, coppie in cui non esiste più nessuna comunicazione, coppie di “single” di cui uno non ha nessuna intenzione di scegliersi realmente, coppie “virtuali” in cui uno dei due è già impegnato e che proprio per questo non ha volontà di mettere ordine…

C’è chi del problema fa finta di niente… si mette lì, come in cantina, in fondo, da non vedere. Solo che, anche le migliori bottiglie di vino se le lasci troppo tempo si rovinano e quando te ne accorgi, anziché trovare quello che ti aspetti ti trovi dell’ottimo aceto.

Altri si sfogano con le amiche, che fa sicuramente bene, al momento….

Poi si torna in gabbia!

E nella testa solo domande: “Cosa serve realmente per trovare, in modo veloce, una soluzione al a questo problema” – “Che senso ha vivere cosi?”“Ma è questa la vita che mi merito?”.  Molto spesso le persone non hanno voglia di incominciare un percorso lungo, magari dallo psicologo, perché non sentono di avere dei problemi psicologici. Hanno solo voglia di mettere finalmente ordine alla situazione, per capire velocemente come ritrovare, in qualche modo, la serenità.

Se sei all’interno del quadro, il quadro non lo vedi!!!

Bisogna comprendere che, a volte, si può aver bisogno del supporto e dell’aiuto di un professionista, che aiuti a guardare le cose dall’esterno per poter mettere realmente a fuoco la situazione e in questo l’approccio del coaching nella terapia di coppia può essere veramente molto utile.

Perché ognuno vive la sua realtà, impegnato a vedere quello che non va nell’altro, nel puntare il dito, senza rendersi conto che mentre si punta un dito verso una persona quattro puntano verso se stessi.

Credo che non serva a nulla mettere la polvere sotto al tappeto, nell’illusione che tutto sia a posto e pulito!

Se vuoi avere maggiori informazioni, se vuoi fare una terapia di coppia per uscire dalla gabbia in cui ti trovi, puoi scrivermi nel form qui sotto o contattarmi sui miei social!

A volte i figli, se li si ha, aiutano a riempire i vuoti… A volte invece sono lo “sfogatoio” delle frustrazioni e delle infelicità dei genitori e se succede, magari anche solo per questo, varrebbe proprio la pena di mettere ordine per loro e soprattutto per noi stessi.

In fondo siamo nati per essere felici !!!

Parola di lifecoach!

Alla tua felicità!!!

Pierre.

P.S 1
Ti ringrazio sin d’ora se metterai MI PIACE a questo articolo, e se vorrai inserire un tuo commento, a cui tengo moltissimo,  nella sezione LASCIA UN COMMENTO in fondo alla pagina, per condividere, con me e gli altri, le tue riflessioni.

P.S. 2
Ti sarò grato se vorrai condividere l’articolo sui tuoi social, in modo da raggiungere persone che possono essere interessate, come te, alla crescita personale o a gestire al meglio il rapporto di coppia..

Per qualunque informazione, scrivimi a info@pierrevicari.it . Sarà un piacere per me risponderti personalmente!!!
In alternativa, se preferisci, puoi chiamarmi al n. 348/3342323 e parlare direttamente con me. Se non rispondo provvederò a richiamarti.

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