Le donne oggi

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Nel corso degli anni, nei miei numerosi incontri di coaching, ho potuto constatare, che le donne del nuovo millennio, o almeno alcune di esse, hanno come perso un po’ la loro rotta, il loro specifico ruolo.

Se da un lato la donna ha incominciato giustamente a “reclamare” e “prendere il suo spazio”, dall’altro, a mio avviso, lo ha fatto a scapito di quelle specificità tipicamente femminili, quali l’intuizione, la sensibilità, la creatività e la lungimiranza.

E’ come se la donna fosse stata obbligata, per farsi spazio in questa società tipicamente maschile, a seguirne le regole del gioco, e a “trasformarsi”, utilizzando maggiormente quelle caratteristiche che sono tipicamente maschili.

A mio modo di vedere, questo risulta tanto più vero tanto più la donna si è trovata a dover scalare i gradini della scala sociale, raggiungendo livelli più elevati… lavorativamente parlando. Ma non solo.

Iperattive, iper sociali, spesso molto organizzate (o credono di esserlo), a volte anche sfacciate. Per loro la femminilità si limita agli aspetti più estetici e seduttivi. Sembra quasi che vogliano lasciare nel cassetto quella loro parte femminile che sembra renderle potenzialmente più fragili… A torto però!

Molto spesso, mi trovo di fronte a donne con una grande energia maschile e a uomini con un’energia decisamente più femminile. Sono donne decisioniste, che spesso si trovano a fare il padre mentre questi uomini, più accoglienti, non svolgono di fatto il loro ruolo.

In sostanza è come se i ruoli, le energie, si fossero invertiti.

Nelle sedute di life coaching, ma in particolare in quelle di executive coaching, lavoro con donne che spesso si rendono conto, magari anche solo inconsciamente, che devono mettere ordine nella loro vita perché si sentono compresse tra due ruoli: quello che la società in qualche modo “richiede” e il loro “nuovo sentire”.

Quando si affronta un cambiamento, una volta sbloccata la situazione, capita che si rischia di “andare troppo all’opposto”. Lo constato ogni giorno: persone che non uscivano mai, di colpo si trovano fuori tutte le sere e persone che non andavano mai in palestra, si buttano a capofitto nei corsi più diversi. Ci sta… per un po’. Perché poi ci si trova in una situazione opposta a quella di partenza, ma di fatto si ha a che fare con una faccia diversa della stessa medaglia.

Ma allora, che fare? Personalmente, credo che il primo passaggio da compiere sia la presa di coscienza della situazione e, in seguito, avere il supporto di qualcuno che ti permetta di vedere le cose da un altro punto di vista.

E’ importantissimo, perché se la donna riesce a vedere le cose da un’altra prospettiva può lavorare sulle sue convinzioni. Convinzioni che la ingabbiano in un lungo corridoio e non la portano certo verso il raggiungimento di un benessere psico-fisico.

Cambiare prospettiva consente di capire che forse è giunto il momento, per la donna, di riappropriarsi del proprio potere.

Una donna che casca nel meccanismo “più grosso uguale più bravo”, tipico dell’uomo, cade in una rete così fitta che non ne esce più.

Chi ha il pesce buono non ha bisogno di gridarlo!“ come fanno spesso gli uomini!!!

La donna deve solo comprendere come sviluppare una nuova leadership al femminile… E in questo consiste parte del lavoro che svolgo nelle mie coaching: permettere che le donne oggi si riprendano il loro potere!

 

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