L’IMPORTANZA DI SAPER DOVE ANDARE

Sport coaching

In questi giorni, al rientro dalle festività, mi sono spesso trovato a parlare con persone, anche al di fuori del mio ambito lavorativo, che nutrono molte preoccupazioni rispetto all’anno appena iniziato. Inoltre, approfondendo questa tematica, ho potuto constatare come le stesse persone non sono così soddisfatte dell’anno appena trascorso, il mitico 2012!

E’ stato proprio durante un viaggio di rientro ad Aosta, il mio “buen retiro”, che mi è venuta voglia di scrivere questo post sul mio blog.

La riflessione che voglio condividere con te nasce da una frase che ho letto quando avevo 13 anni, in un libro datomi da mia sorella Rosita, già allora impegnata a far crescere il “piccolo tigrotto”… “Le persone si dividono in tre categorie: le persone che fanno accadere le cose, le persone che guardano accadere le cose e infine le persone che non sanno cosa sta accadendo”.

Perché ho voluto citare questa frase? Perché ho l’impressione che molte delle persone preoccupate per il proprio futuro, e insoddisfatte del proprio passato, spesso sono persone che semplicemente non si sono date una rotta.

Non sarò certo io a minimizzare il grande clima di incertezza che stiamo vivendo un po’ tutti, a vari i livelli. Ma, proprio per questo, in uno scenario così variabile, mai come in questo momento, è importante capire bene dove portare la tua barca, definendo la tua rotta, i tuoi obiettivi.

Ho chiesto a queste persone se avessero definito i loro obiettivi per l’anno passato, e secondo te quale è stata la loro risposta? NO, ovviamente.

La non definizione della propria rotta, dei propri obiettivi, di fatto ti pone nel mare della vita in modo passivo: se le cose vanno bene è un colpo di fortuna, se le cose non vanno per il verso giusto è frutto della sfortuna. Nella sostanza non definire i propri obiettivi significa perdere il proprio potere a scapito della fortuna o della sfortuna.

Il rischio di non definire i propri obiettivi ti pone nella condizione di subire la vita, anziché di viverla. Senza obiettivi non vai da nessuna parte, o meglio, da qualche parte andrai, ma al 99% arriverai dove non sarai felice.

Ecco perché, per il tuo benessere personale, è fondamentale che diventi un buon comandante, incominciando da subito a definire i tuoi obiettivi.

Cosa fa di preciso un buon comandante?

  • Per prima cosa, se possibile, usa le carte nautiche  (che sono una metafora delle tue esperienze e di quelle altrui);
  • definisce una destinazione  (i tuoi  obiettivi);
  • stabilisce una rotta, con step intermedi  (frammenta gli obiettivi, se possibile);
  • controlla la rotta per vedere gli aggiustamenti da fare  (controlla se quello che stai facendo funziona e se non è così cambia immediatamente).

Perché è così importante che tu definisca in modo preciso i tuoi obiettivi?

  • Innanzitutto l’idea di individuare una destinazione, e una rotta,  in qualche modo crea l’energia giusta, necessaria al raggiungimento del tuo fine;
  • inoltre, quando ci saranno momenti in cui ti sentirai un po’ scarico, l’obiettivo formulato in modo chiaro ti aiuterà a ritrovare la motivazione necessaria;
  • infine, avere questo traguardo bene a mente, in qualche modo indirizza il tuo focus, e questo è un grande acceleratore per il conseguimento dei tuoi obiettivi.

A tal fine, è bene che io ti spieghi bene come funziona il tuo cervello, e anche il mio ovviamente .

Per conseguire i propri obiettivi, è importante capire bene come sfruttare al massimo il SAR.

Il Sistema di Attivazione Reticolare, è un’area neurologica scoperta di recente. Tralascio i dettagli più specifici sulle sue caratteristiche perché voglio focalizzarmi solo sulla sua utilità. La sua funzione è quella di risvegliare o sensibilizzare alcuni circuiti nervosi o desensibilizzarne altri. In sostanza ci permette di focalizzarci su quello che è importante per noi. E’ grazie al SAR, per esempio, che in mezzo a centinaia di articoli in vendita in uno scaffale riusciamo in un attimo a trovare quello che cerchiamo, ed è sempre grazie al SAR che, per esempio, se ci interessa una particolare macchina, che vorremmo comprare, incredibilmente la vediamo ovunque.

Ecco perché il SAR è importante; perché una volta definiti bene i tuoi obiettivi il cervello in qualche modo ti farà vedere tutto ciò che serve per raggiungerli.

A questo punto, prima di imparare a definire in modo ottimale i tuoi obiettivi, dobbiamo tarare il tuo mirino.

Alcune persone tendono a sopravalutare le loro potenzialità nel breve periodo, esempio un anno,  e a sottovalutare quello che invece potrebbero realizzare nel medio periodo, esempio 5 anni. Altri, invece, tendono a sottostimare le loro reali forze solo per evitare di essere delusi in caso di mancata realizzazione degli obiettivi.

Quindi, se ti accorgi di rientrare in una delle due categorie, tienine conto e adegua il tuo mirino in modo da poter tarare il massimo per te.

Quando definisci i tuoi obiettivi, ti consiglio di individuarli nei diversi ambiti della vita: personale, familiare e professionale. Se individui obiettivi in una sola area, correrai il rischio che vengano raggiunti ma a scapito di altri, comunque importanti per te.

Quindi, ora prendi un foglio e scrivi i tuoi obiettivi nelle diverse aree della tua vita e mettili nero su bianco.

Costruiscili in modo positivo: anziché scrivere “Non voglio più stare a casa” scrivi “Vado in palestra”;

Fai in modo che siano sotto il tuo controllo, nel senso che sia tu che puoi determinare la riuscita o meno del target. Se il conseguimento del tuo obiettivo dipende da altri, tu ne sei dipendente, e questo non è utile. E’ come se tu volessi fare centro, ma l’arco è nelle mani di altri, che magari non hanno mai avuto un arco in mano, sono tremolanti e ci vedono anche poco… Ho reso l’idea?

Individua un obiettivo preciso. Nell’esempio precedente della palestra dichiara a te stesso “Vado  in palestra 2 volte alla settimana, il martedì e il giovedì sera”. Questo non essere vago ti permetterà di controllare e verificare come va.

Fai in modo che siano obiettivi veramente utili per te. A volte,  il rischio è quello di  correre dietro ad obiettivi che non sono realmente tuoi, ma che sono frutto di sterili omologazioni. Che senso avrebbe raggiungere un obiettivo se poi a pagarne il prezzo fossero i tuoi rapporti con la famiglia o sul lavoro?

Una volta definiti i tuoi obiettivi, riducine il numero in modo da averne meno ma ben chiari.

A questo punto puoi prendere un bel foglio A4 o A3 e puoi dare sfogo alla tua creatività, in modo da farne una specie di quadro, con immagini  o disegni che ricordano te stesso in mezzo ai tuoi obiettivi. Se crei immagini, ti consiglio di fare in modo di avere le rappresentazioni dei tuoi obiettivi già raggiunti. Se per esempio vuoi imparare a parlare in pubblico, potresti scegliere una bella immagine presa dal palco, con un auditorium pieno di persone che ascoltano proprio te.

In questo modo ti sarai costruito una sorta di mappa mentale da riguardare tutti i giorni, avrai creato uno schema al quale il tuo inconscio si connetterà per aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi.

Per ultimo, ricorda che può essere utile parcellizzare i risultati annuali in mensili, o eventualmente anche settimanali, al fine di poter monitorare più frequentemente il tuo procedere verso la  rotta.

Ecco, questo è il mio consiglio pratico per iniziare a perseguire finalmente i tuoi obiettivi, sempre che tu non lo stia già facendo.

Ti lascio con una frase che è stata importante nel mio procedere sul sentiero della vita… “Non lasciare che quello che non puoi fare ostacoli quello che puoi fare”.

Buona navigazione verso la tua rotta, verso i tuoi obiettivi.

Pierre

 

 

 

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12 comments on “L’IMPORTANZA DI SAPER DOVE ANDARE
  1. Luisella S. ha detto:

    Essenziale ed utilissimo, come sempre quello che fai. Grazie PJ

  2. Paola Anna ha detto:

    Ogni volta all’inizio dell’anno ti penso Pierre… Da quando ho iniziato a lavorare con te è stato molto più semplice raggiungere i miei obiettivi. MA è sempre utile rileggere …

  3. Marcello ha detto:

    Caro Pierre, ci siamo visti a metà dicembre per definire i miei obiettivi per il 2013. E abbiamo fatto proprio come hai scritto. Te ne dico una? Un obiettivo importante già raggiunto. Evviva. Grazie grazie

  4. Patrizia ha detto:

    Mi ero segnata di leggero e in questa mattina grigia ecco fatto .. To va mi sembra di vedere un raggio di sole … Sorrido e ti abbraccio
    Non stancar ti di scrivere… Grazie

  5. donatella mingrino ha detto:

    Ci sto lavorando ci sto lavorando Pierre…e magicamente quasi senza accorgermene uno l’ho gia’ raggiunto …sembra quasi impossibile ma è come quando il comandante inserisce la rotta e la nave va per la strada indicata

  6. Mauro ha detto:

    Un messaggio concreto che ti ringrazio di aver pubblicato e che per formazione ricevuta cerco sempre di mettere in atto. Ma talvolta ci si dimentica e quindi è stato un bene rileggere la tua riflessione.
    Un caro saluto Pierre

  7. Davide ha detto:

    Grande Pierre come sempre, hai affrontato un argomento molto conosciuto spiegandolo in modo semplice e originale.

    L’ultima frase è splendida e la faro’ mia.

    GRAZIE

  8. rosita ha detto:

    Il bello è ritrovare il foglietto di anni passati e vedere che funziona per davvero. Scoprire che c’è ancora qualcosa da aggiungere ..e che quelli che non si sono raggiunti diventano le nuove sfide.Pazienza Coraggio Fiducia Disciplna Compassione……
    Promemoria che mi hai insegnato…

  9. Max ha detto:

    Da comandante di imbarcazioni posso dire che l’analogia tra pianificazione della rotta e definizione degli obiettivi è un esempio che calza perfettamente…

    Grazie

  10. Elena ha detto:

    Ho letto con attenzione e mi è piaciuto molto. Sto mettendo in paratica tutto cio ma quello che devo ancora fare e che ho letto nel tuo articolo è che per raggiungere glio obiettivi bisogna dare un po di tempo…io ho ancora poca pazienza, ma ci sto lavorando…
    Grazie.

  11. luca ha detto:

    sagge parole Pier, concetti fondamentali da far propri e da trasferire nel proprio ambito familiare. Pur essendo abituato a lavorare per obiettivi, raccolgo il tuo utile pensiero per cercare di ritararmi sul “vivere per obiettivi”, con una visione “olistica” che dia più senso al proprio essere individuo e insinui più serenità al proprio vivere con gli altri: senza serenità interiore è difficile poterne trasmettere a chi ti è vicino ogni giorno.
    Un augurio a tutti coloro che ti seguono.ldc

  12. Luca ha detto:

    bravo coach!

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