Mental Coaching – La vittoria incomincia molto prima del traguardo.

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La strada che conduce alla vittoria parte da molto lontano!!! Se intuitivamente puoi immaginare che miglioramento della prestazione tecnica, allenamento e rafforzamento fisico siano assolutamente fondamentali per una buona riuscita in gara vi è un altro aspetto determinante da curare… La parte mentale.

A parità di capacità tecniche e fisiche ciò che fa la differenza è la mente!

Molti atleti sono già in ansia la sera prima della gara ed alcuni incominciano a bruciare energie mentali molti giorni prima dell’evento.

Alcuni si immaginano il giorno della gara, le difficoltà da superare… E così facendo arrivano completamente spompati, mentalmente e fisicamente, al cancelletto.

Se si vuole arrivare allo start al massimo delle proprie energie psico-fisico e mentali per ottenere la migliore performance è importante capire bene come funziona la mente.

Innanzitutto il cervello elabora immagini e non coglie la differenza se un’immagine è reale o immaginata in modo molto “vivido”, cioè se vi sono emozioni all’opera nel profondo.

Quindi se continui a pensare al muro che ti aspetta a metà del percorso e perseveri nel vederti,sentirti e percepirti in difficoltà stai pure certo che quando sarai nel muro non sarai in grado di sprigionare la tua performance migliore.

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Eccomi con Tim Gallwey, l’inventore del coaching

Ricorda sempre che come ci ha insegnato Tim Gallwey la performance è data dalla tua potenzialità meno le interferenze.

P = p – i

Per potenzialità si intendono le tue doti naturali più l’allenamento specifico… Per interferenze intendiamo tutto ciò che può interferire nella performance. Vi sono interferenze interne, come il dialogo interno che tratterrò prossimamente, ed interferenze esterne, come il vento, la nebbia, il pubblico.

Ecco perché il mental coaching è fondamentale se si vuol vincere… Perché  aiuta a sviluppare le tue potenzialità e a ridurre le interferenze, con un miglioramento delle performance.

Ma se teoricamente è facile comprendere che se ti vedi in positivo e meglio che vederti perdente non è poi così immediato metterlo in pratica, perché il lavoro profondo deve essere fatto, in realtà,  a livello inconscio. Ed è qui che entra in scena il Mental coach.

L’atleta, come ogni essere umano, è come un iceberg… La caratteristica dell’iceberg è un terzo è emerso e che la maggior parte è sommersa.  Si è soliti usare la metafora dell’iceberg per rappresentare la parte conscia (emersa) e la parte inconscia (sommersa).

Solo se si creano delle condizioni ottimali anche nella parte inconscia, mediante tecniche sofisticate, si può mettere l’atleta di sfruttare tutto il suo potenziale.

Attraverso tecniche sofisticate il Mental Coach crea delle condizioni nell’inconscio che predispongono, in modo ottimale, l’atleta alla gara, con la conseguenza che le sue prestazioni migliorano di molto. L’obiettivo del Coach è quello di permettere all’atleta di stare in quello che Tim Gallwey definisce “The flow”, il flusso, cioè quella condizione ottimale di stato complessivo.

Oltre al miglioramento delle performance uno tra i benefici visibili più evidenti che si otterranno con il lavoro di sport coaching sarà una migliore gestione delle emozioni che conseguentemente avrà un impatto molto positivo sulla gara.

Atleta, tecnico, preparatore atletico e mental coach… Un poker d’assi per la vittoria!!!

Parola di mental coach!!

 

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In alternativa, se preferisci, puoi chiamarmi al n. 348/3342323 e parlare direttamente con me. Se non rispondo provvederò a richiamarti.

 

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